Table of Contents
- Cos’è un BlockDAG
- Come funziona un BlockDAG
- Blockchain vs BlockDAG: differenze chiave
- Consenso nel BlockDAG: SPECTRE, PHANTOM, GHOSTDAG, DAGKNIGHT
- Scalabilità e prestazioni del BlockDAG
- Sicurezza: minacce e mitigazioni in un BlockDAG
- Casi d’uso e settori adatti al BlockDAG
- Ecosistema e progetti che adottano BlockDAG
- Sviluppo: come costruire su un BlockDAG
- Prospettive future del BlockDAG
Cos’è un BlockDAG
BlockDAG è l’evoluzione della classica blockchain lineare: invece di una catena unica, le conferme avvengono in un grafo aciclico diretto (DAG) di blocchi. In termini semplici, un BlockDAG consente a più blocchi di essere creati e propagati in parallelo, riducendo colli di bottiglia e migliorando throughput e latenza senza rinunciare alla sicurezza.
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Nel modello tradizionale, i blocchi competono per un singolo “posto” nella sequenza; quelli “in ritardo” diventano orfani. Nel BlockDAG, più blocchi possono coesistere perché il consenso è progettato per ordinare e includere molteplici rami legittimi. Questo riduce lo spreco di lavoro (o di risorse di validazione), valorizza la decentralizzazione e abbatte l’overhead generato da orfani e riorganizzazioni profonde.
Il risultato è una rete capace di mantenere elevata sicurezza anche con tempi di blocco più brevi e maggiore ampiezza di banda transazionale. Per chi costruisce applicazioni, un BlockDAG promette conferme rapide, finalità più prevedibile e resilienza ai picchi di traffico, favorendo casi d’uso real time e micropagamenti.
Come funziona un BlockDAG
In un BlockDAG ogni blocco punta a molteplici predecessori (non solo a uno), creando un grafo di dipendenze che riflette la reale simultaneità della rete. I nodi producono blocchi indipendentemente, li propagano e referenziano quelli conosciuti; il protocollo di consenso si occupa poi di decidere l’ordinamento e il “colore” (ad esempio blue/gray) dei blocchi legittimi, determinando un insieme preferito che massimizza la coerenza globale.
La chiave è ridurre la penalizzazione dovuta alla latenza di rete: se due miner o validatori trovano un blocco nello stesso momento, nel BlockDAG entrambi sono utili. La logica di ordering, tramite regole probabilistiche e strutture di voto nel DAG, stabilisce una sequenza transazionale coerente, prevenendo conflitti come la doppia spesa.
Dal punto di vista operativo, un nodo mantiene: lo stato UTXO o account, l’indice del DAG (relazioni parentali fra blocchi), e i punteggi richiesti dal consenso (per esempio, set “blue” in GHOSTDAG). L’applicazione vede un flusso di transazioni che raggiunge finalità in tempi medi più corti rispetto a molte chain lineari, a parità di sicurezza.

Questo approccio consente di abbassare il tempo medio tra blocchi e di dimensionare meglio la rete a seconda della capacità di banda dei nodi. In contesti globali e rumorosi (latenza variabile, picchi di throughput), il BlockDAG tende a utilizzare in modo più efficiente il lavoro distribuito, mantenendo il tasso di orfani molto basso e conferme stabili.
Blockchain vs BlockDAG: differenze chiave
Per capire perché il BlockDAG è interessante, confrontiamolo con la blockchain lineare su dimensioni fondamentali: throughput, latenza, orfani, decentralizzazione e complessità protocollare. Il confronto non suggerisce che uno sostituisca sempre l’altro; piuttosto, evidenzia trade-off per casi d’uso diversi.
| Caratteristica | Blockchain lineare | BlockDAG |
|---|---|---|
| Throughput | Limitato dal tempo di blocco e dall’unicità della catena | Maggiore grazie a blocchi paralleli e inclusione non conflittuale |
| Latenza di conferma | Spesso minuti per finalità probabilistica | Più rapida, secondi o sub-minuti a parità di sicurezza |
| Blocchi orfani | Più frequenti, spreco di risorse | Ridotti: blocchi simultanei sono incorporati nel DAG |
| Decentralizzazione | Buona, ma penalizzata da tempi di propagazione | Favorita: minor penalità per latenza e geografia dei nodi |
| Complessità | Relativamente semplice da implementare | Maggiore: ordering e scoring del DAG sono sofisticati |
Per gli sviluppatori, la conseguenza principale è che le applicazioni sensibili alla latenza e al volume (pagamenti granulari, gaming, DeFi high-frequency) traggono vantaggio dalla struttura BlockDAG, mentre casi con requisiti più semplici possono rimanere efficienti su una chain tradizionale.
Consenso nel BlockDAG: SPECTRE, PHANTOM, GHOSTDAG, DAGKNIGHT
Il cuore di un BlockDAG è il protocollo di consenso che ordina i blocchi e risolve i conflitti. Tra i più citati in letteratura e implementazioni ci sono SPECTRE, PHANTOM e la sua variante pratica GHOSTDAG, oltre all’evoluzione DAGKNIGHT. Questi protocolli differiscono per complessità, assunzioni e obiettivi di latenza/throughput.
| Protocollo | Idea chiave | Finalità | Punti di forza |
|---|---|---|---|
| SPECTRE | Voto pairwise sui blocchi per definire un ordinamento parziale | Probabilistica | Buona parallelizzazione, gestisce bene conflitti simultanei |
| PHANTOM | Selezione di un k-cluster “blue” per ordinare il DAG | Probabilistica | Ordina i blocchi massimizzando la coerenza del set principale |
| GHOSTDAG | Versione greedy di PHANTOM, più efficiente in pratica | Probabilistica | Implementabile e veloce, riduce complessità computazionale |
| DAGKNIGHT | Miglioramenti per conferme rapide e bassa latenza | Probabilistica | Target: finalità più rapida mantenendo sicurezza e throughput |
Nella pratica, GHOSTDAG è stato adottato per bilanciare rigore teorico ed efficienza, mentre DAGKNIGHT mira a ridurre ulteriormente i tempi di conferma. La scelta dipende dalla tolleranza al rischio, dal profilo di rete e dalle esigenze d’applicazione.
Scalabilità e prestazioni del BlockDAG
La promessa del BlockDAG è una scalabilità orizzontale: se i nodi possono produrre e propagare più blocchi in parallelo, il sistema usa meglio la capacità globale, mantenendo il tasso di conflitti gestibile dal consenso. Ciò consente tempi tra blocchi più brevi e dimensioni dei blocchi calibrate, con un rapporto più favorevole tra throughput e latenza.
Un altro vantaggio è la prevedibilità: poiché meno blocchi vanno sprecati, la rete offre performance più stabili durante i picchi. Questo supporta esperienze utente reattive e modelli di business che richiedono settlement rapido. Tuttavia, il guadagno non è “gratis”: l’indicizzazione del DAG, il calcolo dei punteggi e la memorizzazione dei grafi richiedono ingegneria attenta.
- Riduzione degli orfani: maggiore efficienza delle risorse di consenso.
- Latenza di conferma: target di secondi su reti ben connesse.
- Throughput effettivo: cresce con la parallellizzazione dei blocchi.
- Stabilità sotto carico: degradazione più graduale rispetto a catene lineari.
- Costi operativi: maggiori requisiti di indexing e validazione del DAG.
Sicurezza: minacce e mitigazioni in un BlockDAG
La sicurezza nel modello BlockDAG ruota attorno a resistenza alla doppia spesa, alla censura e a strategie come selfish mining. Poiché più blocchi coesistono, il protocollo deve garantire che gli attaccanti non possano manipolare l’ordinamento a proprio favore oltre una soglia probabilistica accettabile.
I protocolli moderni assegnano punteggi ai blocchi e definiscono percorsi preferiti, rendendo costoso deviare l’ordine delle transazioni a meno di controllare una quota sostanziale di risorse (hashrate o stake, secondo il modello). Il design incoraggia anche una rapida propagazione: minore latenza di rete significa meno margine per attacchi basati su “lead locale”.
- Doppia spesa: mitigata dall’ordering nel DAG e da finalità probabilistica rapida.
- Selfish mining: vantaggi ridotti grazie alla valorizzazione di blocchi simultanei.
- Censura: più rami legittimi limitano la capacità di bloccare transazioni per tempo prolungato.
- Riorganizzazioni: meno profonde e meno frequenti sul set preferito di blocchi.
- Sincronizzazione: nodi tardivi possono recuperare lo stato grazie alla struttura del grafo.
La sicurezza dipende comunque dai parametri di rete (capacità, latenza, topologia) e da implementazioni robuste della mempool, del gossip e della validazione parallela.
Casi d’uso e settori adatti al BlockDAG
Il BlockDAG sblocca applicazioni che beneficiano di conferme rapide e throughput elevato, mantenendo risorse distribuite e decentralizzate. In particolare, è attraente per pagamenti retail e micropagamenti, dove l’esperienza utente dipende da tempi di finalità stretti.
Nel gaming on-chain, mercati NFT ad alta frequenza e DeFi a basso slippage, la latenza è cruciale: ordini, scambi e liquidazioni devono arrivare in pochi secondi. Anche l’IoT e i data marketplace real-time, con molti eventi di piccola entità, trovano nel BlockDAG un modello efficiente di settlement distribuito.
Un esempio noto è la rete Kaspa, che adotta un consenso di tipo GHOSTDAG per mantenere sicurezza con produzione rapida di blocchi. Altri progetti esplorano strutture DAG per il consenso o per la validazione parallela; è importante distinguere tra DAG usato per la rete di blocchi (BlockDAG) e DAG usato come meccanismo di consenso interno in architetture differenti.
Ecosistema e progetti che adottano BlockDAG
L’ecosistema BlockDAG comprende reti pubbliche focalizzate su throughput e latenza, oltre a ricerche accademiche che perfezionano l’ordering e la finalità. Kaspa è spesso citata per l’uso pratico di GHOSTDAG e per l’attenzione a conferme rapide con elevata concorrenza di blocchi.
Nel panorama più ampio, diverse piattaforme impiegano DAG in modi eterogenei: alcune lo usano per rappresentare transazioni individuali invece di blocchi; altre impiegano un DAG come supporto al consenso, pur mantenendo una catena logica per lo stato. Non tutte queste soluzioni sono “BlockDAG” in senso stretto, ma condividono l’obiettivo di superare i limiti di scalabilità della catena lineare.
Per i team di prodotto, la lezione è pragmatica: scegliere il giusto trade-off tra compatibilità con tooling esistente (wallet, explorer, librerie), maturità dell’ecosistema, e requisiti di performance. Verificare sempre documentazione, sicurezza del consenso e qualità dei client prima di integrare.
Sviluppo: come costruire su un BlockDAG
Costruire su un BlockDAG richiede attenzione a indici, mempool e concorrenza transazionale. Molte librerie forniscono API simili a quelle delle blockchain tradizionali (invio transazioni, query di stato), ma sotto il cofano l’ordinamento e la finalità seguono il DAG. Lato UX, mostrare all’utente un “contatore di sicurezza” o una stima di finalità aiuta a comunicare quando una transazione è praticamente irreversibile.
- Progettare la mempool per conflitti: prevenire doppie spese e gestire sostituzioni intelligenti.
- Parallelizzare la validazione: eseguire controlli di firma e regole di protocollo in batch.
- Ottimizzare il gossip: ridurre latenza di propagazione con peer selection e compressione.
- Gestire l’index del DAG: memorizzare riferimenti e punteggi necessari al consenso scelto.
- Misurare finalità: esporre metriche di rischio per UX e per motori di pricing.
Per integrazioni di pagamento, conviene utilizzare endpoint che riportino sia lo stato di inclusione nel DAG sia il “colore” o il punteggio assegnato dal consenso, così da automatizzare politiche di accettazione in funzione della rilevanza della transazione (micro vs macro importi).
Prospettive future del BlockDAG
Il BlockDAG proseguirà lungo tre direttrici: ottimizzazione del consenso per latenza ultra-bassa, interoperabilità con altri domini (ponti e messaggistica cross-chain), e standardizzazione delle interfacce per sviluppatori. Migliorare l’efficienza del gossip e l’ordinamento in presenza di alta concorrenza di blocchi rimane una priorità di ricerca e implementazione.
A livello di mercato, la domanda di pagamenti istantanei e UX fluida spingerà l’adozione. Sul fronte della compliance, la trasparenza delle metriche di finalità e dei parametri di rete aiuterà exchange, merchant e istituzioni a incorporare il rischio residuo nei propri flussi. La formazione della community su cosa differenzia un BlockDAG da una chain tradizionale sarà cruciale per evitare confusione terminologica e aspettative irrealistiche.

Infine, ci si attende che tecniche come DAGKNIGHT e ulteriori varianti di ordering riducano ancora i tempi di conferma, rendendo il BlockDAG un candidato di punta per applicazioni real-time, pur mantenendo la sicurezza economica che ha reso robuste le reti pubbliche più diffuse.